La diffusione della West Nile in Italia continua a seguire un andamento simile a quello degli anni precedenti. Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità , dal 1 gennaio 2025 fino al 20 luglio, si registrano dieci casi nel Paese, di cui sette nella regione Lazio, precisamente nella provincia di Latina. Questo aggiornamento arriva in seguito alla tragica notizia della morte di una donna di 82 anni, ricoverata in un ospedale di Fondi a causa di complicazioni legate a una puntura di zanzara.
Dettagli sui casi di contagio
Nel report dell’Istituto, si evidenzia che tra i sette casi registrati nella regione Lazio, sei hanno presentato una forma neuro-invasiva della malattia, mentre uno ha mostrato solo sintomi febbrili. La distribuzione dei casi rivela una prevalenza tra i maschi, con quattro uomini e tre donne colpiti. L’età mediana dei pazienti è di 72 anni, con un range che va dai 63 agli 86 anni. Questi dati sono stati raccolti attraverso il sistema di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute, con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità per la parte umana.
Situazione nel 2024
Un confronto con l’anno precedente mostra che nel 2024 sono stati segnalati 460 casi al sistema di sorveglianza, di cui 272 nella forma neuro-invasiva. Purtroppo, il bilancio di quell’anno ha visto anche 20 decessi a causa della malattia. Queste statistiche sottolineano l’importanza di una continua vigilanza e monitoraggio della situazione, specialmente in un periodo in cui le zanzare sono più attive.
Prevenzione e sensibilizzazione
Di fronte a questi dati allarmanti, è fondamentale che le autorità sanitarie promuovano campagne di sensibilizzazione per informare la popolazione sui rischi legati alla West Nile e sulle misure di prevenzione. L’adozione di pratiche come l’uso di repellenti per insetti, la rimozione di acque stagnanti e il monitoraggio delle aree a rischio possono ridurre significativamente la possibilità di contagio. È essenziale che i cittadini siano consapevoli dei sintomi e cerchino assistenza medica tempestiva in caso di sospetto contagio.
La situazione attuale richiede un impegno collettivo per garantire la salute pubblica e prevenire ulteriori casi di contagio.
