Ucraina: attacco di droni russi. Iezzi parla di un messaggio per Nato e Trump

Marianna Ritini

Luglio 21, 2025

Nel contesto della guerra in Ucraina, la situazione si fa sempre più complessa. Il 21 luglio 2025, Pierguido Iezzi, esperto di cyber sicurezza e direttore della Cybersecurity di Maticmind, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo all’impiego dei droni da parte della Russia. Secondo Iezzi, la capacità di lanciare fino a duemila droni in una sola notte rappresenterebbe un cambiamento cruciale nel conflitto, con un messaggio chiaro rivolto all’Occidente, inclusi Stati Uniti e NATO.

La produzione di droni in Russia

L’esperto ha sottolineato come la Russia abbia trasformato la produzione dei droni Shahed, progettati in Iran e assemblati in vari stabilimenti russi, in un modello industriale. Questo processo è sostenuto da componenti provenienti dalla Cina, evidenziando un’alleanza strategica nel settore della difesa. Iezzi ha messo in evidenza una crescita produttiva notevole, superiore al 30% su base mensile, definendola un’accelerazione impressionante. I droni, secondo lui, rappresentano un’arma economica scalabile, perfetta per una guerra di logoramento, in cui la Russia non ha mai avuto il controllo totale dello spazio aereo ucraino.

Strategie e impatti dell’uso dei droni

Iezzi ha commentato che l’adozione massiccia dei droni è una reazione diretta alla difficoltà della Russia di dominare i cieli. Questi dispositivi, considerati armi economiche, sono difficili da intercettare in grandi quantità e possono causare danni significativi, oltre a generare impatti psicologici sui bersagli. Durante il recente attacco a Kiev, sono stati impiegati 426 droni e 24 missili da crociera, un’operazione che Iezzi ha descritto come un assalto coordinato, sia militare che simbolico. Questo attacco ha lo scopo di testare la determinazione della NATO e di esporre possibili fratture interne, specialmente in un periodo di instabilità politica negli Stati Uniti.

La dimensione digitale del conflitto

Un aspetto cruciale del conflitto attuale è la dimensione digitale. Iezzi ha avvertito che gli attacchi informatici contro le catene di produzione dei droni russi, così come l’uso di Trojan sui droni ucraini per sabotare o monitorare i dispositivi catturati, indicano un’evoluzione verso un conflitto ibrido sempre più complesso. La fusione tra cyber attacchi e guerra cinetica rappresenta una nuova frontiera nel conflitto. Per Iezzi, il vero rischio è la sostenibilità della difesa ucraina. Sebbene sistemi avanzati come i Patriot siano efficaci, sono anche molto costosi. Kiev ha bisogno di soluzioni più economiche e di una strategia integrata che comprenda anche la resilienza digitale, per affrontare le sfide future in modo efficace.

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