Decine di uomini sono stati costretti a vivere in condizioni disumane all’interno di una cella di detenzione nel sud della Florida, secondo un rapporto del The Guardian pubblicato il 21 luglio 2025. I migranti, trattenuti in un centro dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) a Miami, avrebbero subito maltrattamenti, costretti a inginocchiarsi per mangiare da piatti di polistirolo, in un contesto descritto come simile a quello di animali.
Le rivelazioni riguardano tre strutture sovraffollate, dove i detenuti sono stati ammanettati e privati di cibo fino a tardi, costretti a guardare il cibo posato davanti a loro. Un detenuto, identificato come Pedro, ha dichiarato: “Dovevamo mangiare come animali“. Queste accuse sono state sostenute anche da organizzazioni come Human Rights Watch, che hanno condotto interviste con i detenuti per documentare le violazioni dei diritti umani.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla recente inaugurazione, avvenuta il 3 luglio 2025, del controverso centro di detenzione noto come Alligator Alcatraz, situato nelle Everglades. Questa struttura, costruita in tempi record di otto giorni, è stata concepita dall’amministrazione Trump per affrontare il sovraffollamento delle altre carceri. A seguito di un’inchiesta del Tampa Bay Times, è emerso che tra i detenuti ci sono anche due italiani, evidenziando la portata del problema.
Le condizioni di detenzione a Alligator alcatraz
Alligator Alcatraz è diventato il fulcro delle polemiche a causa delle segnalazioni di abusi e violenze. Secondo quanto riportato, i detenuti nel centro di Krome North, sempre a Miami, sono stati costretti a utilizzare i bagni sotto la sorveglianza di guardie e uomini detenuti, senza alcuna forma di privacy. Le condizioni igieniche sono state descritte come disastrose, con l’accesso a cure mediche, docce e cibo negato. Alcuni ex detenuti hanno raccontato di essere stati trattenuti per oltre 24 ore in un autobus fermo, con un solo bagno a disposizione che si intasava rapidamente. Un ex detenuto ha descritto una situazione in cui il forte odore di feci era insopportabile.
Quando finalmente i detenuti sono stati ammessi nella struttura, molti di loro hanno trascorso più di dodici giorni in una stanza di accoglienza, soprannominata “la ghiacciaia”, priva di biancheria da letto e vestiti di ricambio, dormendo su un pavimento di cemento. Queste testimonianze mettono in evidenza le gravi violazioni dei diritti umani all’interno delle strutture di detenzione, con oltre 56.400 persone trattenute quotidianamente nei centri ICE, di cui circa il 72% senza precedenti penali.
Le ripercussioni politiche e sociali
Le denunce riguardanti le condizioni di detenzione dei migranti in Florida si inseriscono in un contesto più ampio di politiche restrittive sull’immigrazione sotto l’amministrazione Trump, che ha preso possesso della Casa Bianca il 20 gennaio 2025. Le misure più severe sulle deportazioni hanno portato a un incremento del numero di migranti trattenuti, alimentando il sovraffollamento nelle strutture di detenzione. Questo ha reso necessaria la costruzione di Alligator Alcatraz, progettata per ospitare più di 5.000 migranti in attesa di espulsione.
Le organizzazioni per i diritti umani continuano a monitorare la situazione, denunciando le condizioni disumane e chiedendo un intervento immediato per garantire il rispetto dei diritti dei migranti. La questione ha sollevato un acceso dibattito pubblico e politico, con richieste di riforme significative nel sistema di detenzione e immigrazione.
La gravità delle accuse e le testimonianze raccolte mettono in luce un sistema che, secondo i denuncianti, non solo ignora i diritti fondamentali dei migranti, ma contribuisce anche a perpetuare un ciclo di abuso e disumanizzazione.
