Inchiesta a Milano: inquilini in attesa di risposte su cantieri fermi e investimenti.

Marianna Ritini

Luglio 21, 2025

Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo alla situazione che coinvolge oltre 4.000 famiglie a Milano, in seguito all’inchiesta avviata dalla Procura della città. Questo gruppo è emerso per rappresentare coloro che, come Borsellino stesso, si trovano intrappolati in un limbo giuridico e finanziario a causa di problematiche legate all’urbanistica.

Le conseguenze dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano

Il 21 luglio 2025, Borsellino ha sottolineato l’impatto umano dell’inchiesta che ha colpito Milano, evidenziando come molte famiglie si trovino a fronteggiare gravi difficoltà. Alcuni non possono vendere la propria abitazione poiché è sotto inchiesta, mentre altri hanno versato caparre per acquisti di case i cui cantieri sono stati sequestrati. Altri ancora si trovano con progetti di costruzione mai realizzati, bloccati negli uffici comunali, creando una situazione di incertezza economica. Le cifre coinvolte sono ingenti: da 100.000 a 200.000 euro investiti, frutto di anni di lavoro e risparmi, spesso supportati dai genitori.

Borsellino ha dichiarato: “Ci sono situazioni in cui le persone stanno continuando a pagare nonostante la costruzione non sia ancora partita perché da contratto, il costruttore ha il coltello dalla parte del manico”. Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, il portavoce ha affermato che l’inchiesta non riguarda solo le case di lusso, ma colpisce anche il ceto medio e le costruzioni in edilizia convenzionata, contribuendo ad un aumento dei prezzi sul mercato immobiliare.

Le esperienze personali degli acquirenti

Filippo Borsellino ha acquistato un appartamento presso le Residenze Lac in via Cancano due anni fa, ma il cantiere è stato sequestrato il 19 luglio 2024. Con un investimento di circa 100.000 euro, ha espresso la sua frustrazione per la situazione: “I cantieri sotto sequestro sono tre, e i progetti bloccati superano i 150”. Ha aggiunto che ci sono circa 170 progetti in attesa, di cui 110 presentano problematiche legate all’inchiesta.

Il portavoce ha messo in evidenza le difficoltà legate alle fideicommissioni, con molti costruttori che rifiutano di restituire i soldi versati, costringendo le famiglie a intraprendere azioni legali. “Ci sono pensionati nel nostro comitato che hanno scelto di vivere vicino ai propri nipoti, e ora si trovano a fronteggiare un danno economico e personale”, ha dichiarato Borsellino, evidenziando come la situazione stia infliggendo un colpo alla qualità della vita di queste persone.

Richieste e aspettative del Comitato Famiglie Sospese

Con la crescente preoccupazione, Borsellino ha rivelato che lui e gli altri membri del comitato si sentono abbandonati dalle istituzioni. “Non abbiamo idea di come sarà il nostro futuro. La nostra speranza è che venga fatta chiarezza su quanto accaduto”, ha affermato. Il Comitato si presenterà alla seduta del Consiglio comunale per chiedere risposte chiare, non solo dalla politica locale, ma anche da quella nazionale.

“Le famiglie non appartengono a nessuna fazione politica. È importante che venga trovato un accordo che permetta di sbloccare i cantieri, affinché chi ha sbagliato paghi”, ha concluso Borsellino, rivolgendosi anche ai costruttori affinché si apra un dialogo trasparente con gli acquirenti. L’auspicio è che la situazione possa risolversi al più presto, per il bene delle famiglie coinvolte e della comunità milanese.

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