Il 21 luglio 2025, Selima Giuliano ha condiviso un toccante post su Facebook in memoria di suo padre, il superpoliziotto Boris Giuliano, assassinato da Leoluca Bagarella nel 1979. Il messaggio, intriso di emozione e riflessione, ripercorre il drammatico evento che ha segnato non solo la vita della famiglia Giuliano, ma anche la storia della lotta contro la mafia in Italia.
Il ricordo di un padre
Selima Giuliano, attualmente Sovrintendente dei Beni culturali a Palermo, ha utilizzato la piattaforma social per esprimere il suo dolore e la sua nostalgia per il padre, assassinato da Cosa nostra. Nel suo post, Selima si interroga su come sarebbe stata la vita della sua famiglia se quel tragico giorno non fosse mai avvenuto. La domanda centrale è: “Cosa saremmo noi se 46 anni fa una voce alla radio non avesse dato la notizia di una sparatoria in via di Blasi?”. Questo interrogativo risuona come un eco di un passato che ha cambiato radicalmente il corso delle loro esistenze.
La figlia di Boris Giuliano, insieme ai suoi fratelli, Alessandro ed Emanuela, ha dovuto affrontare le conseguenze di un evento che ha stravolto la loro quotidianità . Alessandro, direttore della Direzione centrale anticrimine, ed Emanuela, dirigente alla Regione siciliana, portano con sé il peso di un’eredità difficile, segnata dalla violenza e dalla perdita. La riflessione di Selima va oltre la mera nostalgia; essa esplora il concetto di normalità e di come una vita “serena” possa essere stata loro negata.
Le conseguenze dell’omicidio
Le indagini sull’omicidio di Boris Giuliano non portarono a risultati immediati. Solo con l’avvio del maxiprocesso alla mafia e le testimonianze dei collaboratori di giustizia, si riuscì a scoprire la verità dietro l’assassinio. Nel corso degli anni, emersero i nomi di alcuni dei più noti boss mafiosi dell’epoca, come Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, che furono condannati all’ergastolo come mandanti dell’omicidio.
L’esecutore materiale, Leoluca Bagarella, venne identificato e condannato nel 1995. Questo lungo e complesso percorso giudiziario ha messo in luce non solo la brutalità della mafia, ma anche la resilienza di una famiglia che ha continuato a lottare per la giustizia. Selima, nel suo post, esprime la continua speranza e la fiducia nello Stato, nonostante il tempo trascorso e il dolore che ancora pervade le loro vite.
La testimonianza di Selima Giuliano rappresenta un richiamo alla memoria e alla responsabilità collettiva nel combattere la mafia. La sua storia, come quella di tanti altri, sottolinea l’importanza di non dimenticare le vittime e di continuare a lavorare per un futuro libero dalla violenza e dall’ingiustizia.
