Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha dichiarato il 20 luglio 2025 che non è ancora giunto il momento per un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l’ex presidente statunitense Donald Trump. Tuttavia, ha riconosciuto la crescente necessità di un colloquio tra i due leader, affermando che, col passare del tempo, un incontro diventerà inevitabile. Le dichiarazioni di Peskov sono state rilasciate durante un’intervista alla televisione pubblica russa, riportata dall’agenzia di stampa Tass.
La questione dell’incontro tra i leader
La questione dell’incontro tra i due leader è emersa in un contesto internazionale teso, in cui la Russia sta intensificando le sue operazioni militari. Infatti, il generale maggiore tedesco Christian Freuding ha rivelato, in un podcast pubblicato sul canale Youtube del Bundeswehr, che Mosca sta pianificando un attacco simultaneo di 2.000 droni contro Kiev. Secondo Freuding, l’obiettivo di questa operazione sarebbe quello di aumentare significativamente la produzione di droni per superare i sistemi di difesa aerea ucraini.
Le contromisure suggerite
Per affrontare questa minaccia, il generale ha suggerito la necessità di sviluppare “contromisure intelligenti”. Ha messo in evidenza che l’uso di sistemi convenzionali come i missili Patriot non sarebbe una soluzione praticabile, considerando il costo elevato di un singolo missile, che supera i cinque milioni di dollari, rispetto al costo di un drone Shahed, che varia tra i 30.000 e i 50.000 dollari. Freuding ha sottolineato l’importanza di adottare soluzioni anti-droni più economiche, il cui costo si aggira tra i 2.000 e i 4.000 dollari per unità, per contrastare efficacemente gli attacchi su larga scala.
I contatti tra Trump e Putin
Ritornando alle dichiarazioni di Peskov, il portavoce del Cremlino ha precisato che, sebbene non ci sia ancora la necessità di un incontro, alcuni importanti accordi potrebbero richiedere una formalizzazione in futuro. Ha evidenziato che il lavoro necessario per raggiungere tali accordi è ancora in corso. Peskov ha anche commentato i contatti telefonici tra Trump e Putin, descrivendo le conversazioni come avvenute in un’atmosfera “pragmatica e professionale”, dove entrambi i leader mantengono le proprie posizioni ma sono aperti all’ascolto reciproco.
Le frustrazioni di Trump
Negli ultimi giorni, Trump ha manifestato la sua frustrazione riguardo alla situazione in Ucraina, evidenziando che nonostante le loro telefonate, Putin continua a bombardare il paese. Peskov ha scelto di non commentare l’ultimatum lanciato da Trump, il quale ha minacciato sanzioni gravi se Mosca non raggiungerà un accordo di pace entro 50 giorni. Ha ribadito che gli obiettivi della Russia rimangono chiari e invariati, aggiungendo che il processo di pace non dipende esclusivamente da Mosca.
Le tensioni nella regione
Le tensioni tra Russia e Ucraina continuano a rappresentare una sfida significativa per la stabilità della regione, mentre il mondo osserva attentamente le evoluzioni diplomatiche e militari.
