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| Il
Costruttivismo nella nuova didattica |
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di
Franca PATTO
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Negli ultimi anni i confini del sapere si sono notevolmente
ampliati,
nuovi linguaggi, nuove strategie didattiche,
nuove tecnologie si sono
inserite sia sul piano culturale, quindi nella formazione e
nell’istruzione scolastica, sia nel mondo del lavoro ed in altri
elementi dell’organizzazione sociale contribuendo a trasformazioni che
non trovano eguali nel passato. La scuola, tenendo conto dello sviluppo
della telematica e dei cambiamenti relativi ai bisogni di formazione,
con l’utilizzo di nuove metodologie didattiche, ha l’obiettivo di
arricchire la sua stessa impostazione all’interno di un sistema
formativo complesso ed articolato.
L’autonomia è
protesa sia verso l’organizzazione didattica, finanziaria, di ricerca
e sviluppo di ogni singola scuola, sia verso colui che apprende, poiché
il processo formativo non si limita solo all’acquisizione dei libri di
testo, ma dispone di un percorso molto più articolato in cui si creano
i presupposti per futuri momenti di formazione professionale.La
didattica riguarda un complesso di interventi rivolti a progettare,
gestire, valutare “ambienti di apprendimento”, ossia speciali
contesti che favoriscono specifici processi in soggetti inesperti,
derivanti da un’integrazione di processi culturali, normativi e
tecnologici (il progetto CSILE, Computer Supported Intentional Learning
Environments, è costruito sulla base di ambienti di apprendimento
intenzionale sostenuto da computer).
L’ambito della
progettualità didattica si è storicamente orientato in diverse
direzioni concentrate a volte sull’insegnante, altre volte su
metodologie, o strategie, finalizzate al conseguimento di obiettivi
specifici. Nella storia della progettualità didattica si riscontrano
due svolte significative: la prima di taglio oggettivistico (inerente
agli anni ’50); la seconda di taglio costruttivistico (inerente agli
anni ’80) con cui si intende rilevare la svolta rispetto ai
tradizionali modelli della conoscenza.
Costruire una
conoscenza, un sistema di idee, significa lavorare su altre conoscenze
spezzando ciò che propongono le precedenti, ampliando altri sistemi di
idee e dando origine ad un metodo. Il nuovo, quindi, di per sé non é
altro che una differente riorganizzazione del vecchio e costruire una
conoscenza implica basarsi inizialmente su ciò che è dato per scontato
per proporre, poi, un cambiamento che, se accettato, inevitabilmente
andrà a modificare ciò che viene dato per scontato, tenendo presente
che l’obiettivo è di insegnare in modo tale da offrire il maggior
numero di informazioni col minimo di insegnamento.
Molto spesso si osserva
che la conoscenza appresa nei curricoli scolastici, rilevata dal
contesto, rimane “inerte” ossia gli allievi non sono in grado di
utilizzarla attivamente in altri contesti, di conseguenza il
costruttivismo pone al centro del processo formativo il soggetto che
“costruisce” attivamente la propria conoscenza collegandola
strettamente alla situazione concreta in cui si verifica
l’apprendimento.
Con il termine
“costruttivismo” si indica un orientamento, condiviso in molte
discipline, secondo il quale la realtà non può essere considerata come
un qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto che la esperisce,
perché è il soggetto stesso che crea, costruisce, inventa tutto ciò
che vuole comprendere di quello che lo circonda. La realtà non può
essere considerata indipendente da colui che la osserva, dal momento che
è proprio l’osservatore che le dà un senso partecipando attivamente
alla sua costruzione. Accettare e promuovere il confronto con altri
soggetti è la fase fondamentale del costruttivismo, la costruzione
della conoscenza, infatti, non riguarda solo il soggetto nella sua
individualità, ma è determinata dall’interazione con altri
individui, anche se in questo quadro teorico di riferimento ha valore
rilevante il soggetto che apprende, in alternativa ad un approccio
educativo basato sulla centralità dell’insegnante quale depositario
indiscutibile del sapere.
Il costruttivismo è
soprattutto caratterizzato dall’esigenza di rifiuto verso il modello
corrente di scuola e di apprendimento formale, a favore di un
apprendimento basato su compiti autentici, ciò porta a delle
riflessioni sul ruolo dell’esperienza in educazione riscontrabile
nell’opera di J. Dewey.Ogni costruttivismo si associa con nuove
tecnologie, proponendo modelli che, per alcuni aspetti, ricordano le
forme dell’attivismo, ossia l’apprendimento incentrato
sull’attività dell’allievo, ma con una più forte enfasi sulle
strutture regolative del processo di apprendimento, su un impiego più
articolato di risorse, sulle tecnologie finalizzate ad introdurre
nuove
modalità di apprendimento.
Le tecnologie
permettono tempi di coinvolgimento e di lavoro autonomo decisamente
superiori a quelli di qualsiasi altra situazione tradizionale; se gli
allievi sono autonomi nell’attività di apprendimento, l’insegnante,
conseguentemente, può dedicarsi soprattutto alla progettualità o ad
interventi specifici, rendendo così possibili inedite forme di
personalizzazione dell’apprendimento. In tale progettazione diventano
primari gli obiettivi di sviluppo delle abilità metacognitive e la
formazione all’autonomia nei singoli soggetti coinvolti, anche
attraverso l’uso dell’autovalutazione.
Il costruttivismo ha
contribuito all’evoluzione di molte applicazioni in campo didattico,
in particolare negli anni ‘90 con la diffusione dell’ipermedialità,
modificando profondamente il modello di insegnamento/apprendimento.
Ipertesti ed ipermedia rappresentano una categoria di sistemi
informativi caratterizzati dalla possibilità sia di navigare
nell’informazione che di scegliere liberamente il proprio percorso in
rete definita come fase di progettazione dell’ipertesto. L’ipermedialità,
cioè la possibilità di accedere all’informazione secondo una modalità
di navigazione, non si ritrova soltanto in quelli che vengono
classificati come ipertesti o ipermedia ma e presente in modo diffuso in
moltissimi prodotti software didattici e non. La presenza di funzioni di
navigazione è presente tipicamente in molte delle più recenti opere di
consultazione, enciclopedie, musei elettronici e, in qualche caso,
dizionari come strumento di collegamento fra le informazioni associate a
voci differenti.
Il costruttivismo,
pertanto, suscita nuovi dialoghi tra modelli di conoscenza, modelli
didattici e nuove tecnologie: da ciò deriva la sua indiscutibile forza
di attrazione.
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