Lingua e Civiltà Francese al Liceo Scientifico Statale " A Tassoni" di Modena



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 DUE MODI DIVERSI DI FARE SCUOLA

CONFRONTO TRA DUE MODI DIVERSI DI FARE SCUOLA

SEGUENDO IL PROGRAMMA

PROGRAMMANDO 

  1.   L'insegnante opera in modo prettamente   
        individualistico e privatistico. Di  
        conseguenza anche il consiglio di classe  
        si svuota di ogni significato, riducendosi ad  
        un sommario ed approssimativo scambio 
        d'informazioni che vanno più o 
        meno bene nelle singole discipline.

    1.  L'insegnante entra in rapporto dialettico con tutti  
         gli altri operatori scolastici. Nel consiglio 
            di classe 
si  provvede all'elaborazione delle 
         linee principali che caratterizzano 
         la programmazione: precisazione degli obbiettivi
         conoscenza degli alunni, determinazione 
         e valutazione degli itinerari didattici conseguenti.

  2.    L'insegnante pianifica il lavoro di un  
        anno secondo schemi fissi, tramandati da 
        un anno all'altro.

    2.  L'insegnante opera su moduli temporali brevi e 
         su obbiettivi circoscritti e verificabili,  
         procedendo ad un continuo aggiustamento delle 
         scelte compiute.

  3.    ll “fare scuola” si fonda sugli argomenti  
         (avendo cura di non “saltarne” nessuno) e 
         sui metodi nozionistici prescritti dal 
         programma.

    3.  Il “fare scuola” si fonda sugli obbiettivi.
         Argomenti e metodi (attivi) sono mezzi o    
            strumenti
per conseguire quelli.

  4.    La rigida e predeterminata divisione del   
         conoscere
per “materieosteggia    
         l'interdisciplinarità.

    4.  L'accostamento problematico al conoscere,
         e di conseguenza la ricerca, sollecita
         l'interdisciplinarità.

  5.     L'alunno è giudicato da ciascun 
         insegnante in modo arbitrario e soggettivo  
         e il voto è meramente selettivo, senza 
         svolgere alcuna azione orientativa ed 
         educativa.

    5.  La valutazione è un fatto comunitario, si fonda   
         sul  rilevamento esatto delle situazioni, aiuta 
            l'alunno
prendere  coscienza del modo in cui 
            lavora
e funge da sistema di verifica dell'attività 
         scolastica, suggerendo revisioni e modifiche.

  6.    L'insegnante è concepito come  
         trasmettitore di un sapere già definito.

    6.  E' valorizzata la competenza “culturale-
         professionale” dell'insegnante.

 

 

 Data ultima modifica: domenica 10 febbraio 2008                                                  Copyright ©  Did@tticanda  2001